
JITNEY
JITNEY
testo di August Wilson
regia Renzo Carbonera
in scena Miguel Gobbo Diaz, Federico Lima Roque, Rosanna Sparapano, Tomiwa Samson Segun Aina e Marcos Piacentini
aiuto regia Leda Kreider
consulenza drammaturgica Fabrizio Arcuri
traduzione Angela Soldà
direzione tecnica Giorgia Mascia, Serena Trevisi Marceddu
luci Yann Arthus Hamelin
audio e video Filippo Cossu
produzione Sardegna Teatro, La Piccionaia
in collaborazione con August Wilson Legacy LLC – Constanza Romero Wilson, Consolato Generale USA di Milano, University of Pittsburgh. – European Studies Center, Università degli Studi di Padova – DiSLL Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari.
Pittsburgh, anno 1977.
Nel pieno della crisi dell’industria siderurgica, per cui la città è nota in tutto il mondo, cinque autisti – Becker, Youngblood, Turnbo, Fielding e Doub – fanno fatica a tirare avanti e si attaccano nostalgicamente al passato, scorgendo all’orizzonte soltanto i tratti foschi di un futuro incerto.
Dai primi decenni del ‘900, nei quartieri a maggioranza afro-americana delle città statunitensi si è sviluppato un servizio di trasporto alternativo all’autobus e ai taxi regolari. In quei quartieri i taxi non transitano, sono molto costosi, e non fanno salire i Neri. Si tratta dei Jitney, che operano al di fuori della legge ma danno opportunità di lavoro a persone come i nostri cinque protagonisti, oltre a rendere un servizio importante per la comunità.
August Wilson, il più prolifico e determinante autore teatrale afroamericano di sempre, per la prima volta viene tradotto in un’altra lingua, ossia in italiano, e messo in scena con un cast interamente afro-italiano.
La scena originale è minimale e astratta, così da focalizzare lo sguardo e concentrarsi su cosa viene detto e come, sulle sfumature di significato arricchite dalla presenza di doppi ruoli, sulle luci di taglio in stile cinematografico, sulle proiezioni presenti su due schermi verticali, in un formato simil-smartphone.
Quando Booster, il figlio di Becker, viene rilasciato dopo vent’anni di reclusione in prigione per omicidio, inizia un percorso catartico che avvicina il linguaggio della strada al ritmo sincopato del jazz e al linguaggio classico della tragedia.
Durata: 110 minuti
Sinossi e Note sull'Opera
Jitney è una delle opere fondamentali del celebre autore afroamericano August Wilson (1945–2005), considerato il più importante e influente drammaturgo afroamericano di sempre. Scritto nel 1979 e debuttato nel 1982 all'Allegheny Repertory Theatre di Pittsburgh, Jitney rappresenta cronologicamente il primo testo composto dall'autore per l'imponente American Century Cycle (o Pittsburgh Cycle): un ciclo decennale di dieci opere teatrali pensate per documentare l'esperienza, le ferite e la memoria storica degli afroamericani nel corso del Novecento. Riscritto e ampliato nel 1996, il testo è stato consacrato a livello internazionale vincendo il Laurence Olivier Award nel 2002 a Londra e il Tony Award per il miglior revival teatrale nel 2017 a Broadway. Questa produzione porta per la prima volta in Italia la drammaturgia di August Wilson, rappresentando la prima traduzione assoluta dell'opera in lingua italiana, curata da Angela Soldà, ed è messa in scena con un cast interamente composto da attori afro-italiani.
La vicenda si svolge a Pittsburgh nel 1977, nel quartiere a maggioranza nera di Hill District, durante la profonda crisi dell’industria siderurgica che ha travolto la città. In mancanza di servizi pubblici adeguati e fronteggiando il ravismo dei taxi regolari — che si rifiutavano di servire quei quartieri o di far salire clienti neri —, si è sviluppato fin dai primi decenni del Novecento un servizio di trasporto alternativo e clandestino noto come jitney. Pur operando al di fuori della legge, questi taxi abusivi offrono opportunità di lavoro ed effettuano un servizio di fondamentale coesione per la comunità. L'opera segue le vite di cinque autisti — Becker, Youngblood, Turnbo, Fielding e Doub — che lottano per tirare avanti aggrappandosi al passato di fronte a un futuro incerto. L'equilibrio precario della stazione viene sconvolto dal ritorno di Booster, il figlio di Becker, rilasciato dopo vent'anni di carcere per omicidio, e dalla minaccia di demolizione dell'edificio da parte delle autorità cittadine. Tra tensioni generazionali, conflitti personali e slanci di profonda umanità, il testo innesca un percorso catartico che unisce il linguaggio della strada al ritmo sincopato del jazz e alla struttura classica della tragedia, trasformando la stazione taxi in uno spazio di identità, resistenza e redenzione.
TRAILER Trailer Jitney
Note di Regia e Allestimento
La versione italiana diretta da Renzo Carbonera fa interagire la potenza drammaturgica del testo originale con la sensibilità contemporanea, prestando un'attenzione specifica all'affermarsi e alla rappresentazione delle seconde e terze generazioni in Italia. La messinscena si avvale di una scenografia minimale e astratta, studiata per focalizzare la visione e la fruizione del pubblico sui significati del testo, sulla parola e sull'espressività degli attori, arricchita dalla presenza di doppi ruoli. L'impianto visivo unisce luci di taglio di netta ispirazione cinematografica e proiezioni multimediali su due schermi verticali realizzati in un formato che richiama gli schermi degli smartphone, stabilendo un ponte formale ed estetico tra la Pittsburgh del 1977 e i linguaggi visivi del mondo di oggi.
Note sul Regista: Renzo Carbonera
Renzo Carbonera è un regista, sceneggiatore e autore cinematografico e teatrale italiano. Lauredatosi con lode e attivo per il cinema, la TV e il teatro dal 2001, ha realizzato oltre venti documentari d'inchiesta e di approfondimento storico-sociale distribuiti sui principali network europei. In ambito cinematografico ha firmato la regia di lungometraggi di finzione acclamati dalla critica e presentati in festival internazionali, tra cui Resina (2018), Takeaway (2021) e Pluto (2022). La sua cifre stilistica è caratterizzata da una profonda attenzione per i temi sociali, le dinamiche di comunità ai margini e le tensioni identitarie, declinata sia sul grande schermo sia nella ricerca teatrale contemporanea. Per il teatro ha curato e diretto prestigiosi progetti di drammaturgia e traduzione, tra cui Jitney di August Wilson e Topdog/Underdog di Suzan-Lori Parks.
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